Combattere lo smog o fare cassa?

Basterà controllare i titoli dei quotidiani delle ultime due settimane per trovare decine di titoli riguardanti la situazione dello smog in Italia ed all' estero, una situazione che in alcuni casi, come quello della Cina, sta diventando - o è già diventata - un autentico dramma. In Italia fortunatamente non siamo ancora a quei livelli, ma anche nel nostro paese si é sporadicamente letto e sentito di casi di avvelenamento da smog.

Questo smog é dovuto in gran parte a due fonti principali:

- il traffico cittadino

- l' industria


a queste due fonti si aggiunge in alcuni casi (pochi per la verità, ed in genere confinati in piccoli paesetti e luoghi fuori dall' ambiente cittadino) il riscaldamento domestico quando dovuto a caminetti e stufe di vecchio tipo.

Le misure messe in atto, ovunque si parli di smog cittadino, sono essenzialmente due, e sono sempre le stesse: blocco della circolazione (prima, quando ci si ammantava di ambientalismo 'positivo', venivano chiamate "Giornate Ecologiche") e targhe alterne.

Nessuna di queste due misure, é bene ricordarlo, ha mai dato i frutti sperati, se non forse dal punto di vista economico per la mole di multe elevate che servono a fare cassa negli uffici comunali.


Quel che si sta verificando a Roma negli ultimi giorni poi, é qualcosa di completamente avulso alla ragione: in un periodo di fermento del traffico come quello natalizio, il commissario Tronca ha imposto giorni di blocco del traffico e giornate a targhe alterne senza preavviso; chi si avventurava a Roma scopriva se era abilitato a circolare a proprie spese quando si vedeva elevare la contravvenzione, tanto che più volte i giornali (locali e non) hanno denunciato questa malfatta. Il sospetto é, ovviamente, che lo scopo di queste manovre fosse rimpinguare le casse comunali sulle spalle dei cittadini, visto che Roma soffre di una carenza di fondi abissale causata dai tanti mangia mangia dei 3 anni di amministrazione Marino (a parte i 15 milioni spesi per il piano rifiuti, ricordiamo i milioni spesi per mandare i rifiuti agli inceneritori di altre regioni e di stati esteri, e il recentissimo scandalo dei conti gonfiati per la pulizia dei tombini e degli scarichi stradali).

Siamo dunque di fronte ad una situazione di emergenza gestita da contabili inesperti e da assoluti ignoranti delle materie ambientali che si improvvisano gestori di città da centinaia di migliaia (se non milioni) di abitanti.


Siccome però fare i critici senza proporre soluzioni é altrettanto sbagliato, dopo questa breve analisi della situazione vogliamo dire la nostra sulle soluzioni. Queste devono passare attraverso una rivoluzione del trasporto, pubblico e privato.


Analizziamo prima le soluzioni per il trasporto pubblico.

I mezzi pubblici utilizzati in Italia sono in genere lunghi e capienti autobus prodotti da Iveco, Menarini, Mercedes, aventi una cilindrata tra i 6.0 e i 10.0, alimentati generalmente a Gasolio, e classificati come Euro2 ed Euro3. Fanno eccezione pochi esemplari alimentati a Metano e classificati Euro5, che si contano in meno di un centinaio in tutta Italia. Sporadicamente, sono stati messi in funzione mini autobus elettrici. Per chi volesse controllare la situzione del parco autobus di Roma, ecco un interessante link.

Nella sola Roma girano ogni giorno centinaia di autobus di questo genere, fortemente inquinanti, lenti, con tempi di percorrenza lunghi e tragitti articolati. Gli autobus di questo genere inoltre, siccome devono sempre essere disponibili, spesso sono fuori norma per emissioni per mancanza di manutenzione e vanno in deroga alla revisione. Autobus di altissima cilindrata, pesanti, lenti, che trasportano al loro interno decine di persone ognuno, diventano delle macchine di morte per quanto inquinano, e lo si può verificare ogni giorno osservando i pennacchi neri che vengono sputati fuori dai loro tubi di scappamento ad ogni spunto.


La nostra soluzione, per questo problema, é la totale sostituzione del parco autobus italiano con mezzi più snelli e leggeri, del tipo 'pollicino', con cilindrate più basse ed alimentati esclusivamente a Metano, a GPL o a energia eletrica. Essendo più piccoli e leggeri - ovviamente devono essere in numero maggiore per poter garantire il servizio all' utenza - saranno meno inquinanti poichè saranno più agili nel traffico. Una seconda soluzione é l' ampliamento dei servizi su binario elettrico.


E veniamo al trasporto privato.

Qui la rivoluzione deve coinvolgere in primis il lato normativo che deve obbligare i produttori di auto ad effettuare alcune importanti modifiche nei loro sistemi di progettazione e produzione. Se é attualmente possibile produrre macchine come la Volkswagen XL-1 o la Renault Regie capaci di percorrere 100km con meno di 3 litri, perchè produrre ancora macchine da 7 o 11 litri per 100km?

Le macchine devono essere più leggere, di minor cilindrata, e devono necessariamente consumare di meno.

Un' altra rivoluzione deve essere il sistema di scarico. Questo non dovrebbe più essere puntato verso il basso e collocato nella parte sottostante del veicolo, ma verso l' alto e collocato all' altezza del tettuccio. I casi di avvelenamento nel traffico infatti sono causati in genere dal fatto che gli scarichi delle auto arrivano ad altezza uomo e tendono a salire, essendo caldi. Un' altra alternativa é incrementare drasticamente l' utilizo del metano e dei biocombustibili, riducendo in tempi brevissimi la quota di vetture a benzina e diesel.


Quest' ultima proposta ovviamente deve prevedere una forte incentivazione nei confronti del cittadino il quale possegga ancora macchine del vecchio tipo, per esempio introducendo forme di incentivazione che vadano al di la del solito 'sconto all' acquisto'. Un metodo potrebbe essere il 'noleggio con acquisizione' tramite il quale il cittadino paga un tot al mese per l' utilizzo della nuova vettura, la quale diventa sua al pagamento del prezzo complessivo, che deve comunque essere contenuto.




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