Anche l' Inghilterra abbandona il rinnovabile

Nel giugno 2015 il governo inglese ha eliminato i sussidi alle wind farm onshore, una prima mossa che ha segnato un sostanziale ripensamento sulle politiche enrgetiche inglesi. Ma adesso, a partire da ottobre, la situazione diventa ancora più pesante a causa della riduzione dell' 87% dei sussidi al fotovoltaico, e la messa in marcia, dopo 34 anni di chiusura, della famosa ex-centrale elettrica a diesel di Bankside.

Dopo svariati anni di chiusura, la centrale fu trasformata in un museo, e il suo tetto é stato recentemente disseminato di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza, ma a causa della crisi energetica inglese il governo si é visto costretto già nel 2014 ad alimentare la propria rete con un mix dato da 60% di fonti fossili e 19% di energia nucleare, lasciando le rinnovabili ad un misero 21% dovuto in primis a idroelettrico, biomassa ed eolico offshore. La stazione di Bankside torna operativa - stavolta come centrale elettrica solare - tra le lamentele degli ambientalisti, di parte del governo, e dei dirigenti delle numerosissime aziende e compagnie che lucravano sul fotovoltaico e sull' eolico inglesi. La scelta di avviare la stazione energetica é dovuta principalmente al fatto che l' azienda SolarCentury ha effettuato la conversione del tetto di propria iniziativa e a proprie spese.


Pochi giorni fa il governo ha r-affermato il suo piano di ridurre drasticamente l' utilizzo di diesel e petrolio/carbone entro il 2025, ma ha anche annunciato che la direzione da intraprendere sarà una corsia preferenziale per il gas, e non per fotovoltaico ed eolico.


L' inghilterra é solo l' ultima in ordine di tempo ad aver ridotto o cancellato il supporto alle rinnovabili: prima di lei Spagna e Germania, e in una certa misura anche l' Italia, con la cancellazione di una sostanziale parte del conto energia e la riduzione dei sussidi diretti tramite stanziamenti statali. In Italia il rinnovabile viene mantenuto sotto sussidio recuperato tramite la componente A3 in bolletta, e tramite facilitazioni fiscali recuperabili in 10 anni. L' Inghilterra, che utilizzava metodi di finanziamento / sussidio diretti con forti somme stanziate dal governo e con la distribuzione di incarichi e appalti ad un circuito aziendale in perenne crescita negli ultimi 10 anni, ha deciso invece - alle porte del Meeting di Parigi - di abbandonare questo sistema di incentivi e di convertire la propria rete energetica verso una direzione che garantisca più continuità e maggior risparmio.


A QUESTO INDIRIZZO é posisbile leggere un lunghissimo e dettagliato articolo sulla situazione energetica inglese.


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