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Il fotovoltaico in Italia nel 2012

L’ 8 Maggio 2013 il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha pubblicato il rapporto 2012 sul fotovoltaico, dal quale si evince un notevole aumento sia in termini di potenza installata sia in termini di energia prodotta, parametri che si attestano rispettivamente sui 16.4 GW e 18.8 TWh.
L’ annuncio è stato accolto con fervore dalle comunità delle rinnovabili e in particolare dai sostenitori del fotovoltaico, i quali evidenziano e rimarcano l’ incredibile successo del fotovoltaico in Italia e il fatto che in questo campo siamo secondi in Europa solo alla Germania, la quale può vantare ben 38.3 GW di potenza installata.
Curiosamente, la regione italiana con la più alta percentuale di produzione, è la Puglia, che da sola copre il 18.5% circa del totale, seguita da Emilia Romagna con il 9.3% e Lombardia con l’ 8.9%. Il primato ‘provinciale’ spetta a Lecce, la quale da sola produce il 5% del totale. La Puglia da sola, con i suoi impianti, produce energia per circa 3500 GWh (3.5 TWh).
Un successo dunque? Dipende da come si considerano questi dati.


Nel 2012 l’ incentivazione statale è stata di circa 7 miliardi di euro, così suddivisa:
- Conto Energia: 6 miliardi
- Ritiro dedicato: 1 miliardo


Ricordiamo, perchè spesso non percepito da chi legge, che gli incentivi sono UNA SPESA per lo stato, non un guadagno. 
A questi incentivi vanno aggiunti 2 miliardi per gli oneri di dispacciamento.


Il traguardo dei 16.4 GW e 18.8 TWh è costato allo stato italiano, gran parte tramite il GSE, ben 9 miliardi di euro.


Teoricamente questi impianti, nei 20 anni della loro vita media (salvo revamping e potenziamenti che si avvarrebbero di altri incentivi) genererebbero all’ incirca 20*18.8 = 376 TWh di energia, a fronte dell’ investimento di 9 miliardi. Ma questo sarebbe vero solo nelle condizioni migliori, cioè se TUTTI gli impianti fossero stati costruiti ed avviati nel 2012. In realtà gli investimenti del 2012 (i 9 miliardi) sono solo serviti a RAGGIUNGERE questi dati, lavorando su nuovi impianti e su quelli già esistenti, molti dei quali hanno ormai raggiunto quasi la metà della loro 'vita media'. Se volessimo fare un totale reale di quanto sia costato in incentivi vari, nel corso dei vari anni, la creazione e messa in opera di tutto il parco fotovoltaico italiano, le cose sarebbero molto più complesse e i numeri in gioco molto più alti.


Ora consideriamo una alternativa: il nucleare AP1000. Si tratta di una tecnologia estremamente performante che vanta una potenza installata fino a 1.2 GW per reattore, il cui costo di realizzazione e messa in opera varia sensibilmente da stato a stato. Negli USA i due reattori Vogtle della contea di Burke, in Georgia, hanno un costo stimato di 14 miliardi di dollari, equivalenti a 7.2 miliardi di euro. In Cina invece si sono costruiti nel 2009 ben 4 AP1000 ad un costo complessivo di 8 miliardi di dollari (4.1 miliardi di euro). In Italia ovviamente non possiamo quantificare quanto potrebbe costare una installazione di AP1000, ma mettiamoci nelle peggiori condizioni, quelle americane. Con 7.2 miliardi di euro per 2 impianti, possiamo ragionevolmente stabilire un costo di circa 10.5 miliardi di euro per 3 impianti, i quali equivarrebbero a circa 3.3 – 3.6 GW di potenza installata.
La cosa curiosa è che i reattori  ‘gemelli’  di Vogtle in Georgia, a fronte di una potenza installata di 2*1.2 GW, generano una quantità media di energia pari a 18TWh, con punte storiche di 10 TWh per linea. Bastano cioè 2 reattori del genere, con un investimento di 2 miliardi di euro inferiore, per pareggiare tutto il fotovoltaico attuale.

Un' unità a tre reattori teoricamente potrebbe generare intorno ai 28-30 TWh all’ anno, quasi il doppio di quanto generato da tutto il fotovoltaico attuale, e con un investimento superiore di meno di  1/3.
Riassumendo avremmo, ovviamente in linea teorica:


- 9 miliardi di investimento (fotovoltaico) ---> 16.4 GW di potenza installata ---> 18.8 TWh energia generata
- 10.5 miliardi di investimento (nucleare AP1000) ---> 3.6 GW di potenza installata ---> 30 TWh di energia generata


Estendendo tutto alla durata media di vita di un impianto del corrispondente tipo (20 anni per il fotovoltaico, 60 anni per il nucleare) avremmo:


- 376 TWh di fotovoltaico
- 1800 TWh di nucleare


Obiettando (probabilmente a ragione) che nessun impianto nucleare rimane attivo per i 60 anni generalmente dichiarati come vita media, facciamo un altro conto: per quanto tempo dovrebbero operare questi 3 impianti AP1000 per equiparare il lavoro di 20 anni del fotovoltaico attuale?
Il conto è semplice: 376/30 = 12.3 anni


Tre soli impianti AP1000 genererebbero in 12 anni quanto il totale delle 478.300 installazioni (di vario genere, dalla copertura del tetto, al grande impianto a terra o in mare) fotovoltaiche presenti in Italia al 31 dicembre 2012.



 

Alla fine, forse, è bene considerare che questi dati divulgati dal GSE non sono così buoni… ci stiamo riempiendo il territorio nazionale di pannelli, che non sappiamo ancora come smaltire, per arrivare a un traguardo che potremmo superare abbondantemente con una manciata di reattori ad alta efficienza.





vedi anche: Energia Solare: un debito statale



Links:

Rapporto GSE Fotovoltaico 2012

Reattori tecnologia AP1000

The Vogtle Plant (unit 1 & 2)



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