Perchè non una città sottomarina?

Correva l' anno 1963 quando per la prima volta qualcuno ipotizzò seriamente un habitat sottomarino. Fu Jacques Cousteau a immaginarlo, si trattava di un habitat per misure oceanografiche chiamato Conshelf (Continental Shelf), e doveva permettere ad un oceanografo di poter sopravvivere sott' acqua per circa 30 giorni. Negli anni 60 furono costruiti vari laboratori sottomarini, alcuni flutuanti altri ancorati a costoni di roccia sommersa, ma entro pochi anni tutti furono abbandonati. Cousteau era convinto che entro qualche decennio l' uomo avrebbe riconosciuto il fondo marino come possibile habitat dove vivere, e questa sua fantasia ha trovato in suo nipote Fabien un deciso sostenitore.

Fabien Cousteau infatti si dice deciso a costruire la prima città sottomarina; che ci riesca o meno, finora ha stabilito nel suo laboratorio subacqueo Aquarius il record di permanenza sott' acqua: 31 giorni.

 

Nel frattempo, grazie anche ai vari film di fantascienza (chi non ricorda la città sottomarina del pianeta Naboo dell' universo cinematografico di Guerre Stellari?), ci siamo abituati al concetto di una città subacquea, e limitandoci ai soli ultimi cinque anni sono comparsi i primi progeti di autentici habitat sottomarini.

Si tratta di un hotel chiamato Poseidon UnderSea Resort (che dovrebbe sorgere alle Fiji) e di una città progettata da una equipe giapponese, la Shimizu Corp. Ocean Spiral, così si dovrebbe chiamare, é stata presentata come concept nel novembre 2014, e anche se si tratterebbe più di una stazione di ricerca e di produzione, dovrebbe contenere numerosi alloggi residenziali e addirittura dei saloni panoramici.

 

 

E' davvero possibile vivere sott' acqua? Certamente i nostri standard di vita e alcune pessime abitudini della nostra società dovrebbero cambiare, ma le tecnologie atte a sviluppare un habitat simile esistono già; una città sottomarina presenterebbe diversi lati positivi, tra i quali possiamo elencare sicuramente l' abbondanza di cibo e la possibilità di produrre una enorme quantità di energia. Un altro lato da non sottovalutare sarebbe che l' aria del mondo 'fuori acqua' pian piano si depurerebbe.

 

L' ostacolo maggiore sembra essere la eventuale struttura di contenimento: si tratterebbe in sistanza di una o più 'bolle' presumibilmente di materiale trasparente, collocate sul fondo marino a basse profondità o sospese vicino al pelo dell' acqua, così da poter usufruire della luce naturale del sole che filtrerebbe dalla superficie. Ognuna di queste bolle dovrebbe contenere una città o una parte di città, magari posizionata su una serie di piattaforme, e dovrebbe essere mantenuta costantemente piena di aria respirabile che deve essere continuamente ricambiata, magari con aria (o ossigeno) estratta dall' acqua marina stessa.

 

 

Personalmente riteniamo che i tempi siano proti per un progetto simile, l' uomo ha dimostrato finora ampiamente di potersi adattare a nuovi habitat, e alcuni progetti nati in seno agli studi di terraformazione di altri pianeti potrebbero facilmente essere riadattati per progettare una autentica città subacquea.