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La teoria - sommario

La teoria del paleo-contatto tra Vecchio e Nuovo continente prevede sostanzialmente che nell' antichità, generalmente tra il IV e il II millennio a.C., gruppi di popoli provenienti dal Vecchio continente si siano spostati nelle Americhe, ed abbiano interagito con le popolazioni locali - complessivamente meno progredite - donando loro conoscenza e contribuendo al loro sviluppo culturale fino a farle diventare autentiche civiltà: quelle che noi ora conosciamo come "Civiltà Pre-Colombiane".

La teoria ha numerose varianti, che propongono di volta in volta differenti dettagli per quanto riguarda etnia o localizzazione geografica delle popolazioni migranti, entità del contatto, ceppo linguistico di appartenenza, datazione, modalità, scopo e continuità delle migrazioni. La versione più diffusa, comunque, sostiene che i gruppi che iniziarono questi spostamenti provenivano principalmente da tre zone geografiche e che le loro migrazioni furono così caratterizzate:

- migrazione da Egitto, Mesopotamia e Africa nord-occidentale verso il Mexico nel IV millennio (3150-3100 a.C. circa)

- migrazione da Anatolia, Libano e Elam verso Brasile o Perù nel III millennio (2600-2400 a.C. circa)

I sostenitori di questa teoria e delle sue varianti portano a sostegno una serie di indizi probatori che abbracciano diverse discipline.

Principali varianti della teoria

La teoria non é univoca, diversi autori hanno affrontato questo tema da diversi punti di vista, e proponendo diverse varianti, principalmente in termini di datazione e di popolazioni coinvolte. Ricordiamo qui alcune di queste differenti versioni:​​

VERSIONI BASATE SU DIFFERENTI DATAZIONI

Numerosi autori, tra cui Kurt Schildmann, hanno proposto datazioni più antiche o più recenti per questo contatto. Schildmann sosteneva che il contatto fosse avvenuto nel VI secolo a.C. quando una parte dei babilonesi sconfitti da re Dario I di Persia cercarono una nuova terra. Va specificato che Schildmann non affronta l' argomento storico ma solo quello linguistico,  e suggerisce che la scrittura babilonese del VI secolo a.C. abbia influenzato il sistema geroglifico presente in Sud America.

Un' altra variante per datazione colloca questo contatto i tempi molto più recenti, di circa 2 secoli precedenti l' ufficiale scoperta di Colombo. Secondo questa versione, il principe del Mali, Abubakari II, avrebbe  inviato una flotta di quasi 400 navi verso occidente in cerca di una mitica terra di cui si parlava nella tradizione religiosa e letteraria del proprio paese. Di queste navi solo una riuscì a tornare in patria e riferì al principe di aver condotto scambi anche commerciali con le popolazioni autoctone. Pare che il principe abdicò per iniziare a viaggiare verso le 'americhe'. Questa storia é indirettamente confermata anche dal diario dello storico di Colombo, il frate e storico spagnolo Bartolomé de las Casas.

Una terza variante parla invece di contatti ancora più antichi, addirittura precedenti a quella che sarebbe la cultura chiamata dagli studiosi 'Clovis', e datata a circa il 11.500 a.C. in Nord America. Un esponente di questa teoria fu l' autrice e archeologa Niède Guidon, di San Paolo del Brasile. La Guidon ha dedicato una vita allo studio delle culture americane native, sia del nord che del sud, e sosteneva che la cultura Clovis fosse stata formata da persone provenienti dall' Africa, non dall' Asia. Ha catalogato oltre 800 siti, offrendo datazioni che vanno tra i 10.000 fino anche a 100.000 anni fa.  (*) 

 

VERSIONI BASATE SU DIFFERENTI POPOLAZIONI

In alcune versioni della teoria furono, a seconda del caso e dell' autore, diversi popoli a raggiungere il 'Nuovo Mondo'. Secondo alcuni autori furono le popolazioni norrene e celte (per esempio Samuel D. Marble), secondo altri quelle egee e cretesi (esempio: Augustus Le Plongeon), secondo alcuni furono i fenici (es: Thomas Crawford Johnston), secondo altri gli ebrei (ricordiamo il caso della religione Mormona nata da questa versione), oppure gli egiziani (vedi: Rafique Ali Jairazbhoy).

La maggior parte degli autori però concorda sul fatto che a spostarsi nel Nuovo Mondo siano state popolazioni negroidi africane e mediorientali.

Anche i punti di approdo sono diversi, anche se quasi tutti parlano di arrivo in Mexico, Brazile, e Perù, sporadicamente abbiamo riferimenti ai Caraibi (anche solo di passaggio), e al Nord America (o meglio, la parte più a sud di quello che chiamiamo Nord America) precisamente Florida, Alabama e Mississippi. 

Origine della teoria

L' origine della teoria può essere fatta risalire, salvo ritrovamenti di libri precedenti, al 1881, quando Augustus Le Plongeon publicò il libro "Vestiges of the Mayas or, Facts Tending to Prove that Communications and Intimate Relations Must Have Existed, in very Remote Times, Between the Inhabitants of Mayab and Those of Asia and Africa". Tornerà sull' argomento, espandendolo, nel 1909 con "Sacred Mysteries Among the Mayas and the Quiches, 11,500 Years Ago: Their Relation to the Sacred Mysteries of Egypt, Greece, Chaldea and India".

Dopo di lui, tantissimi altri autori hanno scritto di questo paleo-contatto non in maniera critica ma anzi assecondando e approfondendo le analisi di Le Plongeon, aggiungendone inoltre delle proprie. 

Tra i contenuti più vecchi ricordiamo "Nouvelles études sur les langues americaines" (1907) di Pablo Patron, "Did the Phoenicians Discover America?" (1913) di Thomas Crawford Johnston, il primo libro a parlare della presenza fenicia, e "Africa and the Discovery of America" (1920) di Leo Wiener. 

Il contributo di Sitchin

L' autore azero Zecharia Sitchin ha dedicato a questa teoria un intero libro, "The lost Realms" (edito in inglese nel 1990 ed uscito in Italia nel 2000 col titolo "Gli dei dalle lacrime d' oro"), concepito come dettaglio della sua più ampia teoria sull' origine della civiltà umana. In questo libro, discutendo e analizzando lavori di autori e scienziati del passato, nonchè analizzando personalmente mitologia, storia, religione e reperti di alcune delle maggiori civiltà Pre-Colombiane, e mettendo in relazione il tutto con le equivalenti testimonianze provenienti dal Vecchio Mondo, egli suggerisce che a 'dirigere' questi due spostamenti furono due divinità sumere (Anunnaki) le quali erano alla ricerca di un proprio 'regno'.

Tali divinità sarebbero:

 

- Ningishzidda (venerato in Egitto come Thot e in grecia come Hermes) a capo delle popolazioni afro-sumere

- Ishkur (l' Adad accadico, il Teshub/Tarhunt urrita ed ittita, e successivamente il Yahweh ebraico) a capo delle popolazioni anatoliche

Costoro, arrivati nelle zone di influenza (rispettivamente Mexico e Perù), diedero il via a nuove civiltà e assunsero il ruolo di guida dei popoli locali venendo ricordati successivamente come Quetzalcoatl / Kukulcan (Ningishzidda) e Viracocha (Ishkur).

Il risultato del loro arrivo e del loro operato sarebbe stato la nascita di civiltà come gli Olmechi, gli Zapotechi, i Mexica, i Chichimeca, gli Incas, i Maya, gli Aztechi etc. Il ricordo delle loro figure sopravvisse oltre il I millennio a.C. quando già avevano abbandonato le terre americane per tornare nel Vecchio Mondo. 

(*) E' interessante notare che nella sua ricostruzione Sitchin offre la possibilità di una antichissima visita nelle Americhe da pare di Ninurta ed Enlil, in un periodo coincidente con la nascita della cultura Clovis, proprio come suggerito da Niède Guidon.

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